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Spad XIII R (1917)

  • Sabato, 04 Maggio 2013 19:20
  • Scritto da

Informazioni generali

I biplani francesi Spad VII e XIII furono i più famosi caccia usati dall’Intesa durante la Prima guerra mondiale, in parte perché utilizzati da grandi assi quali Francesco Baracca (Italia, 34 vittorie), Georges Guynemer (Francia, 53) e Eddie Rickenbacker (USA, 26).

Di struttura convenzionale in legno con rivestimento in tela, il caccia nacque attorno al motore Hispano-Suiza da 140 CV. Il prototipo Spad V volò nel marzo 1916, risultando veloce e robusto benché meno agile dei biplani Nieuport e armato di una sola mitragliatrice. Ordinato in serie come Spad VII, fu costruito in circa 6.000 esemplari. Nel marzo 1917 volò lo Spad XIII, con due mitragliatrici e motore da 180 CV, costruito in circa 8.500 unità. 

Gli Spad furono usati da 26 diverse nazioni, compresa l’Italia, che dal 1917 al 1930 ne impiegò almeno 300 esemplari presso numerosi reparti operativi e scuole di volo. La loro assegnazione alla 91a Squadriglia Caccia ne ha favorito l’identificazione con i più celebri piloti italiani, da Baracca a Piccio (24 vittorie), Ruffo di Calabria (20), Ranza (17), Olivari (12) e Sabelli (5). 

 

Esemplare

In Fase di Immatricolazione

 

Storia dell’esemplare

Giancarlo Zanardo ha avviato la costruzione dello Spad XIII nel 2006 utilizzando i disegni Replicraft preparati dal costruttore americano Jim Kiger, sospendendolo però per completare il Caproni Ca.3. Quando sarà pronto, questo Spad sarà l’unico volante in Italia e sostituirà l’I-GIAG costruito da Zanardo nel 2006-2007 per il Museo del Piave di Vas, dove è oggi esposto in forma statica dopo tre anni di attività di volo.

La sigla R indica le modifiche apportate rispetto all’originale francese. Si tratta principalmente della fusoliera a traliccio rigido (anziché con tiranti metallici), della sostituzione del motore Hispano Suiza 8Ba con un Lycoming O-360-1A1 da 180 CV a quattro cilindri contrapposti il cui minor peso ha comportato l’allungamento del muso di 25 cm per mantenere il centraggio, dell’adozione di un’elica metallica.

 

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Caproni Ca.33Z (1914)

  • Sabato, 04 Maggio 2013 19:19
  • Scritto da

Informazioni generali

Il Caproni Ca.3 è stato il primo bombardiere strategico della storia dell’aviazione.

Concepito nel 1913 dall’ing. Gianni Caproni (1886-1957) in risposta ai concetti operativi del magg. Giulio Douhet (1869-1930), il Ca.3 fu uno dei più grandi aerei dei suoi tempi. Si trattava di un biplano a travi di coda con gondola centrale per l’equipaggio, propulso da tre motori con potenza complessiva da 260 CV (sul prototipo) a 450 CV (sulle ultime serie produttive. Il prototipo fu portato in volo il 20 novembre 1914 da Emilio Pensuti. Durante la Prima guerra mondiale equipaggiò molte squadriglie italiane. Gabriele D’Annunzio vi effettuò numerose missioni in equipaggio con i piloti Maurizio Pagliano e Luigi Gori.

Fu prodotto fino al 1925 in circa 750 esemplari, compresi 89 in Francia, e restò in servizio in Italia nel ruolo addestrativo fino al 1934 circa.

 

Esemplare

I-ZANA

 

Storia dell’esemplare

Il Ca.3 attualmente in fase di completamento sarà l’unico bombardiere della Prima guerra mondiale in condizioni di volo e il più grande aereo di costruzione amatoriale mai realizzato in Italia.

La costruzione è stata avviata nel 2008 sulla base della documentazione tecnica fornita dalla famiglia Caproni e da rilievi sugli esemplari originali. 

È dotato di tre motori automobilistici Ford 300 a sei cilindri in linea, modificati per uso aeronautico e muniti di riduttore.

 

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Jurca MJ-77 Mustang Gnatsum (1975)

  • Sabato, 04 Maggio 2013 19:18
  • Scritto da

Informazioni generali

Lo Jurca MJ-77 è una riproduzione del caccia statunitense North American P-51D Mustang, costruito in oltre 15.000 esemplari e considerato uno dei migliori aerei in assoluto della Seconda guerra mondiale. Il nome Gnatsum è Mustang letto al contrario.

La sigla MJ indica il francese Marcel Jurca (1921-2001), uno dei padri delle costruzioni aeronautiche amatoriali e autore di ben 27 tipi di velivoli a partire dal 1951. Il progetto MJ-77 prevede una struttura interamente in legno in scala 80% e una gamma di motori dai 200 ai 400 cavalli di potenza. 

In Francia, Stati Uniti, Canada e Italia ne sono stati costruiti una dozzina, il primo dei quali ha volato nel 1975.

 

Esemplare

I-MUST

 

Storia dell’esemplare

Questo MJ-77 è stato costruito da Giancarlo Zanardo e si è aggiudicato il Trofeo Rotondi 2006 quale miglior costruzione amatoriale in Italia.

Quando il progetto fu avviato, nel 1993, ne erano stati completati meno di cinque esemplari. Secondo la normativa tecnica l’MJ-77 fu pertanto considerato un prototipo e assoggettato a un iter burocratico molto complesso. La mancanza di disegni dettagliati, in particolare per impianti e sistemi, prolungò ulteriormente la costruzione, che ha assorbito circa 25.000 ore di lavoro nell’arco di dodici anni. Il motore è uno Chevrolet V-8 da 5,7 litri di derivazione automobilistica, munito di riduttore e azionante un’elica tripala.

Il primo volo ha avuto luogo l’8 febbraio 2006. 

 

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Fokker DR.1M (1917)

  • Sabato, 04 Maggio 2013 19:16
  • Scritto da

Informazioni generali

Il triplano da caccia Fokker DR.I è uno dei più famosi aerei della storia perché utilizzato dal “Barone Rosso” Manfred von Richthofen, il maggior asso della Prima guerra mondiale, che vi colse 19 delle sue 80 vittorie e vi trovò la morte il 21 aprile 1918.

Progettato da Anthony Fokker (1890-1939), aveva la fusoliera in tubi d’acciaio saldati, ali in legno con struttura a sbalzo e rivestimento in tela. Il motore era un rotativo Oberursel UR.II da 110 CV e l’armamento era di due mitragliatrici fisse anteriori. Il prototipo V5 volò il 5 luglio 1917.

Benché molto amato da Richthofen per la sua agilità, il DR.1 era di difficile pilotaggio e complessivamente inferiore al biplano Fokker D.VII. Ne furono perciò prodotti soli 320 esemplari, impiegati esclusivamente sul fronte francese. Di questi, almeno otto furono usati da Richthofen con livrea in tutto o in parte rossa.

 

Esemplare

I-LYNC

 

Storia dell’esemplare

Questo Fokker Dr.1 è l’unico volante in Italia.

È stato costruito nel 1984-86 da Giancarlo Zanardo con oltre 4.500 ore di lavoro, utilizzando i disegni preparati dal costruttore americano Ron Sands. La sigla M indica le modifiche apportate rispetto all’originale tedesco, compresa la sostituzione del motore rotativo con un Lycoming O-320-3D da 150 CV a quattro cilindri contrapposti il cui minor peso ha comportato l’allungamento del muso per mantenere il centraggio.

Ha effettuato il primo volo il 19 giugno 1986. È ospite frequente delle manifestazioni aeree italiane e nell’agosto 1989 ha effettuato il raid San Pelagio-Vienna-Pescara nel 70° anniversario del volo su Vienna di Gabriele D’Annunzio. È verniciato in rosso in omaggio a von Richthofen.

 

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De Havilland DH.82A Tiger Moth (1931)

  • Sabato, 04 Maggio 2013 19:15
  • Scritto da

Informazioni generali

Il Tiger Moth è uno dei più celebri aerei di tutti i tempi, utilizzato per addestramento fino al 1959 dalla Royal Air Force britannica e da quelle delle sue colonie. 

Caratterizzato da carrello fisso e abitacolo biposto in tandem, fu progettato da Geoffrey De Havilland quale evoluzione per addestramento militare del DH.60, dal quale differiva per la fusoliera in tubi metallici (anziché in legno) e le ali a freccia (anziché diritte). Il prototipo, propulso da un motore Gipsy III da 120 CV, volò il 26 ottobre 1931. La versione definitiva DH.82A montava il Gipsy Major III da 130 CV, costruita in 5.760 esemplari. La produzione complessiva fu di 8.611 unità, dei quali 2.903 su licenza in Canada, Australia e altri paesi. 

Avendo formato decine di migliaia di piloti presso 38 aeronautiche militari del mondo, dopo la Seconda guerra mondiale trovò una seconda giovinezza presso aero club e privati. Nel 2009 ne esistevano ancora più di mille. In Italia, dove non ebbe mai uso militare, ne sono presenti alcuni esemplari importati a partire dal 1958.

 

Esemplare

I-GATO

 

Storia dell’esemplare

Questo DH.82A è il primo aereo della Jonathan Collection e il più vecchio Tiger Moth volante in Italia.

È stato costruito nel 1941 dalla Morris Motors con numero di costruzione 85253. Fino al 1953 è stato utilizzato dalla RAF con matricola DE193 presso le scuole di volo di Peterbrough, Wolverhampton, Fairoaks e Digby, nonché presso il London University Air Squadron. Ceduto sul mercato civile nel 1953, fu acquistato nel 1959 dall’Aero Club Vicenza che lo immatricolò I-GATO. Passò poi all’Ae.C. Vergiate (1967), a Claudio Balzarotti (1969) e all’Ae.C. Belluno (1976).

Acquistato nel 1977 da Giancarlo Zanardo, è stato protagonista di infinite manifestazioni aeree, di un giro aereo d’Italia (1985) e di due raid Italia-Inghilterra (1987 e 1989). 

 

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Wright Flyer 1-1903M

  • Sabato, 04 Maggio 2013 18:57
  • Scritto da

Informazioni generali

Il Wright Flyer, progettato e costruito dai fratelli Orville e Wilbur Wright, è stato il primo aereo della storia a compiere voli a motore sostenuti, controllati e ripetuti. Si realizzava l’antico sogno umano di volare.

Il Flyer è un biplano di tipo “canard”, cioè con i piani di profondità in posizione anteriore, con struttura in legno e rivestimento in tela, motore centrale azionante tramite rinvii a catena due eliche spingenti. Il pilota era in posizione orizzontale.

Il 17 dicembre 1903 il Flyer effettuò a Kitty Hawk (North Carolina, Stati Uniti) quattro voli: il primo e più breve di 12 secondi e 37 metri, l’ultimo e più lungo di 59” e 260 metri. 

Le versioni più evolute del Flyer, apparse nel 1904 e 1905, fecero voli via via più lunghi, fino a coprire 38 km in 39 minuti, confermando il valore degli esperimenti del 1903.

 

Esemplare

Non immatricolato

 

Storia dell’esemplare

Il Flyer 1-1903M è stato l’unico Flyer I al mondo a volare il 17 dicembre 2003 nel centesimo anniversario dei fratelli Wright.

È stato costruito nel 1990-91 sui disegni del National Air and Space Museum.

Conserva il sistema di controllo laterale con svergolamento alare e il pilota in posizione sdraiata. Le modifiche comprendono l’uso di un motore Rotax e un carrello sganciabile al posto della rotaia di lancio.

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Rotorway Scorpion (1966)

  • Sabato, 04 Maggio 2013 18:51
  • Scritto da

Informazioni generali

Elicottero sperimentale  monoposto, progettato da B.J. Schramm e commercializzato in scatola di montaggio a partire dal 1968. Era il primo elicottero concepito sin dall’inizio per la costruzione amatoriale, nell’intento di rendere accessibile il volo verticale a costo contenuto.

Dal punto di vista tecnico segue lo schema classico con rotore principale bipala, rotorino anticoppia in coda e carrello di atterraggio a pattini. 

Dallo Scorpion monoposto è stata derivata una famiglia di modelli biposto, il primo dei quali è lo Scorpion II oggi conservato al National Air and Space Museum di Washington. La Rotorway continua la produzione di elicotteri amatoriali ed è oggi il terzo costruttore mondiale per numero di elicotteri venduti su base annua.

 

Esemplare

I-SCOR

 

Storia dell’esemplare

L’elicottero è stato costruito nel 1971 da Giancarlo Zanardo e Giacomo Naibo sulla base di una scatola di montaggio fornita dalla ditta statunitense Rotorway. 

È munito di un motore Johnson da 75 CV.

È stato il primo elicottero italiano di costruzione amatoriale autorizzato alle prove di volo dal Registro Aeronautico Italiano (RAI, ogggi ENAC).

La costruzione fu fatta seguendo la normativa di costruzione sperimentale in quanto il RAI avrebbe introdotto il regime semplificato della Circolare 15 solo nel 1976.

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Avionautica Rio M-100S I-AGOS (1956)

  • Sabato, 04 Maggio 2013 18:47
  • Scritto da

Informazioni generali

Aliante monoposto con struttura e rivestimento in legno, progettato nel 1956 dai fratelli Alberto Morelli (1928-2004) e Piero Morelli (1924-2008), docenti del Politecnico di Torino. Con oltre 200 esemplari prodotti dalla Aeromere di Trento, dalla Avionautica Rio di Sarnico (BG) e dalla CARMAM francese, è l’aliante italiano costruito nel maggior numero di esemplari di tutti i tempi.

Vinse il concorso dell’Aero Club d’Italia per aliante monotipo da addestramento e fu prodotto in serie nella versione M.100S, modificata per rispettare i requisiti della Classe Standard introdotta nel 1958 dalla Federazione Aeronautica Internazionale. 

Ne fu derivato il biposto M-200.

 

Esemplare

I-AGOS

 

Storia dell’esemplare

L’aliante è stato costruito nel 1964-65 presso l’Avionautica Rio di Sarnico ed ha il numero di costruzione 56. È stato immatricolato per la prima volta nel maggio 1965.

È appartenuto per tre anni (1968-71) a Smilian Cibic, a lungo presidente della Commissione Volo a Vela dell’Aeroclub d’Italia, delegato italiano alla International Gliding Commission della Federazione Aeronautica Internazionale e da questa insignito del Diploma Tissandier per l'attività in campo organizzativo. 

Trasformato in motoaliante negli anni Ottanta con l’installazione di un motore spingente su pilone dietro il posto di pilotaggio, è stato riportato alla configurazione originale dopo un incidente in decollo da Maserada sul Piave (TV).

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Blériot XI-2M (1909)

  • Sabato, 04 Maggio 2013 18:43
  • Scritto da

Informazioni generali

Il Blériot XI è uno dei più celebri aerei della storia dell’aviazione, protagonista della prima traversata della Manica e del primo volo di guerra. È stato costruito in migliaia di esemplari in tutto il mondo, tra cui l’Italia.

L’industriale francese Louis Blériot (1872-1936) iniziò la propria ricerca aeronautica nel 1900 con una serie di progetti, culminati nel Type VIII ter che il 1° novembre 1908 coprì 28 km. Con la collaborazione di Raymond Saulnier (1881-1964) e di tre operai, Blériot creò quindi il Type XI, un monoplano con fusoliera a traliccio e ali controventate e svergolabili per il controllo laterale. L’aereo iniziò le prove di volo nel gennaio 1909, quando Blériot ricevette il brevetto di pilota n° 1 in Francia. Nei mesi successivi furono installate ali di superficie sempre maggiore ed il motore a tre cilindri da 25 CV dell’italiano Alessandro Anzani (1879-1956).

In questa configurazione Blériot traversò la Manica il 25 luglio 1909, aggiudicandosi il premio di 1.000 sterline e conquistando celebrità universale. Nel giro di cinque anni il Type XI fu costruito in oltre 1.500 esemplari in versioni anche molto diverse dal prototipo. Fu prodotto ed impiegato in numerosi paesi del mondo, compresa l’Italia. Durante la guerra Italo-turca, il 23 ottobre 1911, il capitano Carlo M. Piazza (1871-1917) su Blériot effettuò una ricognizione su Azizia: era il primo volo di guerra del mondo.

 

Esemplare

I-PONI

 

Storia dell’esemplare

Questo Blériot XI è l’unico volante in Italia.

È stato costruito nel 1987-88 da Giancarlo Zanardo sulla base dei disegni Rozendaal del 1910, integrati da rilievi sull’esemplare originale del Museo Storico dell’Aeronautica Militare per renderlo biposto. Monta un motore Continental C-90-12F da 85 CV. Conserva il sistema originale di comandi con svergolamento dell’ala. 

Ha effettuato la traversata della Manica da Calais a Rochester il 19 luglio 1989 ed ha partecipato a numerose manifestazioni aeree in Italia.

Si è aggiudicato nel 1989 il Trofeo Rotondi del Club Aviazione Popolare per la miglior costruzione amatoriale dell’anno.

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GIANCARLO ZANARDO

Presidente della Fondazione

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